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PROMOFIRENZE: Giornata “Stati Uniti: Paese di opportunità” – Firenze, 10 giugno 2015 PROMOFIRENZE: Giornata “Stati Uniti: Paese di opportunità” – Firenze, 10 giugno 2015

Il Comune di Firenze, in collaborazione con la CCIAA di Firenze, PromoFirenze e il Consolato Generale degli USA, organizza un incontro rivolto a tutte le imprese interessate al mercato americano, finalizzato ad approfondire alcuni aspetti tecnico-economici, politici e culturali e per conoscere nel dettaglio alcune opportunità d’affari ed investimento negli States.

Durante la giornata saranno presentate alcune proposte di approccio al mercato statunitense anche attraverso contributi e testimonianze di esperti e operatori dei vari settori. Le aziende partecipanti che vorranno considerare meglio le varie opportunità, potranno farlo durante una sessione di incontri individuali con i referenti della Italy-America Chamber of Commerce Texas e di PromoFirenze.

Il Paese

Con oltre 315 milioni di abitanti e un reddito medio pro-capite pari a quasi 39 mila Euro, gli USA rappresentano, anche storicamente, un partner commerciale di assoluto rilievo per l’Italia. Un PIL in crescita del 2,4% nel 2014 (stima per il 2015 attorno al 3%), il tasso di disoccupazione ridotto al 5,6% ed un tasso di inflazione stabile al 1,6% completano il quadro macroeconomico della locomotiva a stelle e strisce.

Le statistiche del commercio estero recentemente pubblicate dall’ISTAT evidenziano, per i mercati extra UE, un’ottima performance del mercato USA (+37,2% nel primo bimestre 2015), favorita dall’andamento del cambio Euro/USD con una svalutazione della moneta europea pari al 15,8%. Al nuovo boom delle esportazioni verso gli Stati Uniti contribuiscono le piccole imprese italiane, con un giro d’affari, negli ultimi dodici mesi, di 7,9 miliardi di Euro.

Il Texas

Con circa 25 milioni di abitanti e reddito medio pro-capite tra i più elevati degli USA, il Texas è, rispetto agli altri Stati, il primo esportatore, il secondo più popoloso e il secondo per prodotto interno lordo dopo la California e subito prima dello stato di New York.

Il Programma

09.15     Saluti del Sindaco di Firenze, Dario Nardella;

09:20     Saluti del Console Generale degli USA a Firenze, Abigail M. Rupp;

09.25     Saluti del Presidente della Camera di Commercio di Firenze, Leonardo Bassilichi e apertura lavori;

09.30     L’attività dell’ICE con particolare riferimento al mercato USA, a cura di Antonino Mafodda, ICE-Agenzia;

09.50     L’attività dell’American Chamber of Commerce in Italy, a cura di Lorenzo Parrini, AmCham Italy;

10.10     L’Agenzia delle Dogane tra normativa doganale UE e il Custom Service degli USA, a cura di Alberto Siniscalchi, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;

10.30     Procedure d’importazione in USA: quadro generale e peculiarità territoriali e merceologiche, a cura di Giulia Cini, Savino del Bene SpA;

10.50     Cenni preliminari sulla redazione di un contratto di vendita con un cliente USA, a cura di Michele Capecchi, Studio Legale Capecchi;

11.10     L’approccio al Mercato USA: il supporto di Banca CR Firenze-Gruppo Intesa Sanpaolo, a cura di Daniele Marcheselli, Intesa Sanpaolo;

11.30     Domande e approfondimenti, a seguire Coffee Break;

11.55     Case-history di successo di un’azienda toscana negli USA: l’esperienza Powersoft, a cura di Luca Lastrucci, Powersoft SpA;

12.10     Presentazione del progetto “Este Farms” per le eccellenze agroalimentari toscane, a cura di Matthew Battaglia, Este Farms;

12.30     Presentazione del quadro economico del Texas ed opportunità di business per le imprese italiane in loco, a cura di Alessia Paolicchi, Italy-America Chamber of Commerce Texas;

12.45     Saluti del Consigliere Delegato di PromoFirenze, Mario Curia e presentazione della Missione Commerciale di PromoFirenze in USA (Houston, 5/9 ottobre 2015);

13.00     Chiusura lavori.

A partire dalle ore 13.30, le imprese interessate ai progetti sopra citati potranno incontrare, per ulteriori dettagli, i referenti di PromoFirenze e della Italy-America Chamber of Commerce Texas. Gli incontri si svolgeranno presso gli uffici di PromoFirenze, Via Castello d’Altafronte, 11-Firenze.

Per aderire all’iniziativa è necessario compilare ed inviare copia dell’apposita Scheda di Adesione, scaricabile da questa pagina , entro e non oltre il 5 giugno 2015, all’indirizzo E-mail usa@promofirenze.it ; l’ingresso al seminario e la partecipazione agli incontri bilaterali sono gratuiti, ma riservati unicamente alle imprese che avranno regolarmente inviato la suddetta scheda.

 

PA digitale/Italia tra gli ultimi in Ue: solo 36% degli italiani usa servizi on line PA digitale/Italia tra gli ultimi in Ue: solo 36% degli italiani usa servizi on line

Rapporto Confartigianato sull’e-gov

PA digitale/Italia tra gli ultimi in Ue: solo 36% degli italiani usa servizi on line

E burocrazia costa ai giovani imprenditori 2,6 mld/anno

Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: soltanto il 36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).

Sono i risultati di un rapporto di Confartigianato presentato oggi a Milano all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà lanciato il ‘Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’ che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.

Secondo il rapporto di Confartigianato, i servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.

I ritardi dell’e-gov – sottolinea Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato – non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le complicazioni della burocrazia italiana: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 imprese guidate da giovani si tratta di un costo annuo pari a 2.588 milioni di euro. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.

Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per compilare e spedire moduli burocratici: appena il 18% degli italiani ha usato questa modalità per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).

Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.

Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i giovani, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, frequentano poco gli uffici pubblici on line. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.

A livello regionale, la maggiore insoddisfazione si registra in Puglia (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le cose vanno meglio in Valle d’Aosta con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).

Si allega comunicato stampa integrale (clicca qui)

 

RETE IMPRESE ITALIA SIENA – Comunicato Stampa TA.RI. RETE IMPRESE ITALIA SIENA – Comunicato Stampa TA.RI.

Rete Imprese Italia Siena Conferenza Stampa su Ta.Ri. 6 maggio 2105

I rifiuti diminuiscono, le tariffe aumentano. Si tassano anche le scale.

 

Osservazioni generali

  • La questione fondamentale che nessuno può sottovalutare (a partire dagli amministratori pubblici) è lo scenario di gravissima crisi che ha portato ad una moria di piccole e piccolissime imprese facendo deperire gran parte del tessuto economico di Siena e provincia.
  • La prima conseguenza di questo è che negli ultimi anni (come riconosciuto anche dall’Ato e dal gestore), i rifiuti sono diminuiti drasticamente causa crisi e contrazione di consumi. Sia i rifiuti urbani (famiglie) sia i rifiuti speciali (imprese) sono talmente calati che mettono in seria discussione anche la sostenibilità economica degli impianti a disposizione (es. termovalorizzatore di Poggibonsi).
  • Ciò che risulta sorprendente è che i rifiuti abbiano un costo continuamente in aumento e in percentuali che si sono incrementate dal 90% al 150%. Questi costi sono insostenibili per le aziende che ormai “non hanno più buchi da stringere nella cinghia”. Gli effetti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti e i sindaci che hanno stretto rapporto col loro territorio ben conoscono queste situazioni.
  • E’ indispensabile che il costo del servizio rifiuti cali immediatamente per il 2015 e sia impostata un progressiva diminuzione dei costi per gli anni successivi. Riteniamo che un atteggiamento responsabile dei sindaci possa condurre a questo risultato in quanto sono i medesimi sindaci a costituire l’assemblea dell’Ato Rifiuti Toscana Sud e sono gli stessi sindaci (seppur indirettamente) a controllare il gestore e quindi possono e devono influire sulle scelte economiche dell’Ato e di Sei Toscana.
  • Un forte criticità è rappresentata dal fatto è che il costo del servizio rifiuti deve essere coperto al 100% dall’introito per l’erogazione di detto servizio e quindi se non diminuiscono i costi del gestore (anzi aumentano) sarà impossibile diminuire le bollette.

 

Proposte di dettaglio

  1. 1. Determinazione della superficie tassabile. È’ l’ultima nuova in ordine di tempo a seguito della nota (RISOLUZIONE MEF 9 DIC 2014) del 9 ottobre 2014. Chiediamo che nel Regolamento sia previsto espressamente ciò che prevede la legge 147/2013 (istitutiva della Ta.Ri.) al comma 649 Nella determinazione delle superfici assoggettabili alla Ta.Ri. non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori, a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trattamento  in conformità alla normativa vigente.” In subordine chiediamo l’applicazione dell’art.1 comma 682 e cioè che i comuni devono “individuare categorie di attività produttive di rifiuti speciali alla quali applicare, nell’obiettiva difficoltà di delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano, percentuali di riduzione rispetto all’intera superficie su cui l’attività viene svolta”.
  2. 2. Individuazione dei rifiuti assimilati. E’ opportuno definire le tipologie dei rifiuti che i Comuni possono effettivamente assimilare e la corretta modalità di gestione dei rifiuti assimilati rivedendo i regolamenti di igiene ambientale
  3. Prevedere per le categorie che smaltiscono direttamente i rifiuti speciali (pericolosi e non) le esenzioni non restringendo la casistica solo alle imprese obbligate al Mud;
  4. Distinguere fra le superfici e applicare tariffe differenti fra le superfici vendita e somministrazione e quelle accessorie come il magazzino, la cantina.
  5. Determinazione delle tariffe. Il Comune in base al Piano Finanziario, stabilisce i coefficienti minimi e massimi per determinare le tariffe. Si invitano i Comuni ad evitare di fissare valori troppo prossimi a quelli massimi per scongiurare eccessive disparità di trattamento tra le varie categorie di utenza.
  6. Ripartizione realistica del peso e dei relativi costi fra utenze domestiche e non domestiche. Il calcolo per i rifiuti è basato sul metodo normalizzato del cosiddetto Decreto Ronchi; in soldoni “chi produce rifiuti paga/chi inquina paga”; basandosi sui dati, l’esperienza e la competenza del gestore sicuramente si può giungere con buona approssimazione alla percentuale di rifiuti raccolti dalle utenze domestiche e alla percentuale di rifiuti raccolti dalle utenze non domestiche in ogni singolo comune. Questa, a nostro parere è la base di partenza per una oggettiva ripartizione di costi e quindi nella determinazione delle tariffe Ta.Ri..
  7. Non penalizzare le strutture turistico ricettive: grandi superfici senza un’ingente produzione di rifiuti; non possono pagare come se avessero sempre le camere tutte occupate. Proponiamo di assumere come criterio un parametro oggettivo fissato dall’ente pubblico (dati Istat Amm.ne Prov.le o chi per essa): si prende la percentuale media annua di occupazione delle camere e /o dei posti letto in quel determinato comune e si applica lo sconto in percentuale.
  8. Riduzioni per l’uso stagionale. Togliere la distinzione formale delle aperture stagionali pari a 183 giorni. Il Comune ha la facoltà di prevedere riduzioni per le utenze non domestiche non stabilmente attive. E’ quindi necessario che il Comune inserisca nel regolamento la riduzione delle tariffe nella misura massima consentita per le utenze non domestiche, diverse dalle abitazioni, ad uso non continuativo.
  9. Esclusione superfici non utilizzate. E’ opportuno prevedere nei regolamenti una totale esclusione degli immobili non utilizzati ad ogni titolo sfitti ecc.

10.  Valorizzare l’impegno delle imprese con sconti sostanziosi per l’incrementano della raccolta differenziata: la valorizzazione (verificabile e verificata) dovrebbe essere riconosciuta una esenzione definire in maniera chiara la questione dei rifiuti assimilati

11.  Escludere dal tributo le unità immobiliari accatastate C6 (Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse)

12.  Togliere completamente o al massimo tassare il 10% delle superfici scoperte

13.  Classificazione delle utenze non domestiche secondo l’effettivo utilizzo e non solo quella risultante da certificato Cciaa o sull’atto di autorizzazione/inizio attività. Infatti i rifiuti vengono prodotti per l’attività che viene svolta e non per una definizione classificatoria ai fini statistici.

14. Il Comune può deliberare ulteriori agevolazioni rispetto a quelle prefigurate dalla legge, (anche fino alla totale esenzione); la relativa copertura sia assicurata da risorse diverse dai proventi del tributo di competenza dell’esercizio al quale si riferisce l’iscrizione stessa.

 

 

Confartigianato Siena - Via dell’Artigianato, 2 - 53100 SIENA - C.F.: 80002900522