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CONVENZIONI: SIAE riduzione per gli Associati entro il 28.02.18 CONVENZIONI: SIAE riduzione per gli Associati entro il 28.02.18

Convenzione con la SIAE per la riduzione dei compensi 2018 per:

1. “musica d’ambiente” per apparecchi installati nei laboratori artigiani, negli esercizi commerciali, nei pubblici esercizi, negli ambienti di lavoro non aperti al pubblico, sugli automezzi pubblici e per le “attese telefoniche”;

2. “trattenimenti musicali senza ballo” organizzati in pubblici esercizi ed in aree all’aperto.

E’ stata prorogata fino al 31 marzo 2018 la Convenzione con la SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori attraverso la quale le imprese associate Confartigianato usufruiscono di sconti sui compensi dovuti in caso di utilizzo di apparati (radio, lettori, cd, computer via web, televisori, etc.) di riproduzione di musica e video tutelati dal diritto d’autore nei locali dove si svolge l’attività.

Sono confermate le condizioni dello scorso anno, e quindi le riduzioni applicate sono pari al 25 % per la “musica d’ambiente” diffusa nei laboratori artigiani, anche non aperti al pubblico e nei pubblici esercizi, e del 40% per la musica d’ambiente su automezzi pubblici. Per quanto riguarda i “trattenimenti musicali senza ballo” lo sconto applicato agli associati è del 10%.

Per stipulare l’abbonamento per la musica d’ambiente ed i trattenimenti musicali, è necessario rivolgersi alla struttura SIAE competente per il territorio, individuando quella più vicina alla propria sede tramite il sito internet della SIAE. Ai fini dell’applicazione delle riduzioni sopra indicate da parte delle Sedi e Filiali Siae in favore degli associati, è necessario che gli stessi esibiscano la tessera di adesione alla Confartigianato oppure documentazione equipollente (lettera su carta intestata dell’Associazione comprovante la situazione associativa).

Il termine per il rinnovo degli abbonamenti, e quindi per il versamento dei compensi usufruendo delle riduzioni, è fissato al prossimo 28 febbraio 2018.

 

Fisco locale, in provincia di Siena + 113 per cento in 8 anni Investimenti pubblici più che dimezzati Fisco locale, in provincia di Siena + 113 per cento in 8 anni Investimenti pubblici più che dimezzati

Rapporto del Centro Studi Sintesi di Mestre per conto di Rete Imprese Italia Siena: i risultati

Fisco locale, in provincia di Siena + 113 per cento in 8 anni

Investimenti pubblici più che dimezzati

Dati impietosi: i Comuni aumentano pressione e spesa corrente, abbattono gli investimenti

Lieve inversione di tendenza a partire dal 2016

Le entrate fiscali locali sono cresciute in 8 anni del 113 per cento. La spesa corrente dei Comuni è aumentata  del 17 per cento, quella per gli investimenti è calata del 47 per cento. Sono i dati più rilevanti e impietosi ricostruiti da Il quadro della fiscalità locale nei Comuni della provincia di Siena”, il Rapporto elaborato dal Centro Studi Sintesi/Cgia di Mestre per Rete Imprese Italia di Siena, e presentato oggi nel capoluogo senese. Il coordinamento locale delle associazioni del commercio turismo e terziario (Confartigianato, Confcommercio, Cna e Confesercenti) ha voluto offrire con questo uno strumento di confronto attendibile e approfondito, a 4 anni dal primo Rapporto realizzato in proposito. Ne emerge una pesante conferma per le percezioni più volte denunciate in questi anni: il drastico taglio dei trasferimenti dallo Stato centrale ha indotto la gran parte delle amministrazioni locali ad azzerare gli interventi di stimolo per l’economia locale, ed il congelamento agli aumenti di aliquota emerso nel 2016 ha solo in parte mitigato l’insostenibile peso della pressione fiscale.

Il contesto: più Sindaci, meno Stato centrale, più tributi. Quelli considerati sono stati anni caratterizzati dal forte incremento della responsabilità fiscale in capo ai Sindaci, e per contro da una significativa ritirata dello Stato nell’erogazione dei trasferimenti, obiettivi di bilancio molto stringenti ed una continua incertezza del quadro normativo. Così, tra il 2009 e il 2017 il dimezzamento dei trasferimenti (-53%) è coinciso con un effetto contrario di entità più che doppia sulle entrate tributarie dei Comuni della provincia di Siena (+113%), un salasso record ricaduto soprattutto sulle imprese. Negli ultimi 4 anni la parziale inversione di tendenza, con il leggero calo delle entrate tributarie (-10%) tra il 2013 e il 2017 riconducibile all’abolizione della TASI sulla prima casa e allo stop agli incrementi delle aliquote locali: un blocco che ha tenuto fuori la TARI, cresciuta infatti ulteriormente (+11% rispetto al 2013). Tutto questo mentre la pressione fiscale nazionale non  diminuisce (42,6% del Pil nel 2017) e si conferma tra le più elevate in Europa.

Più spesa corrente, meno in conto capitale. Negli 8 anni considerati, nei Comuni della provincia di Siena le spese correnti sono aumentate del +17%, mentre  gli investimenti (vale a dire le spese in conto capitale), subivano una flessione pari al -47% tra il 2009 e il 2017, con evidenti effetti negativi per le imprese e l’economia locale in genere. Una certa ripresa si è registrata negli ultimi 4 anni (+42%), ma in misura non sufficiente a recuperare quanto perso. La conferma di questo fenomeno si ottiene scomponendo i bilanci dei Comuni senesi, dove il peso degli investimenti è sceso dal 34 al 19 per cento, con la punta minima del 14 % toccata nel 2013; in parallelo, la spesa corrente è salita dal 52 al 69 per cento, per poi assestarsi al 65 per cento nel 2017.  E’ questo anche il periodo in cui il peso delle entrate tributarie locali è più che raddoppiato: dal 19 al 42 per cento, con il picco del 48 per cento a metà periodo. Lo stop ai ritocchi di aliquota e l’abolizione dell’Imu prima casa hanno attutito il fenomeno dal 2016: ciononostante, la somma delle aliquote medie IMU + TASI arriva al 9,67 per mille. Nel frattempo,  per il 2017 13 dei 35 Comuni senesi hanno adottato l’aliquota Irpef massima (0,8 per cento), mentre solo 3 hanno rinunciato ad applicarla.

Visto dalla imprese: dalla crescita certa dei costi all’incertezza delle promesse. “In questi anni i Comuni hanno fatto ricorso agli aumenti  per compensare i tagli ai trasferimenti di risorse, e nel frattempo nessun Governo ha realmente ridotto la pressione fiscale. L’effetto è il peggiore che potevamo aspettarci – osserva Mario Cerri, Presidente di turno Rete Imprese Italia -  aumentano i costi a carico dei contribuenti, senza neppure poterci consolare con la maggior efficienza dei servizi. Poco o nulla si è fatto sul fronte della spesa pubblica mentre  ora assistiamo, soprattutto in questo periodo, alla proliferazione delle  ‘promesse impossibili’, sulle quali sussistono forti dubbi  di attendibilità. Ad ora l’unica certezza è che Le politiche di austerità,  di sacrifici, di tagli alla fine sono ricadute come sempre sull’anello debole della catena, quello dei contribuenti e tra questi sulle imprese sempre più affogate da adempimenti, balzelli, costi indotti e mancate opportunità di crescita”.

Cos’è il Centro Studi Sintesi. Attraverso la sua attività di studio e ricerca, Sintesi costituisce un punto di riferimento su temi percepiti dalla collettività come strategici e legati prevalentemente al territorio. Con sede a Mestre (VE), il Centro Studi Sintesi si costituisce di un gruppo di ricercatori e collabora con istituzioni pubbliche e private, con il mondo associativo piuttosto che con quello legato ai lavoratori e alle piccole imprese, svolgendo attività di studio, ricerca, assistenza tecnica e progettuale. Altre info su:  www.centrostudisintesi.com .

In allegato: rendering dettagliato

ADDIO AI SACCHETTI DI PLASTICA. OBBLIGATORIO L’USO DELLE BUSTE BIODEGRADABILI ADDIO AI SACCHETTI DI PLASTICA. OBBLIGATORIO L’USO DELLE BUSTE BIODEGRADABILI

 

 

A partire dal 1 Gennaio 2018 i sacchetti di plastica forniti come imballaggio diretto per alimenti sfusi (come ad esempio frutta e verdura), dovranno essere sostituiti da sacchetti biodegradabili ceduti esclusivamente a pagamento.

Tutte le buste, anche i sacchi leggeri e ultraleggeri utilizzati nei reparti ortofrutta, gastronomia, macelleria, pescheria e panetteria, dovranno essere biodegradabili e compostabili con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile del 40%. In più, dovranno essere distribuiti esclusivamente a pagamento, quindi con costi totalmente a carico dei consumatori finali, che si troveranno la voce relativa al costo dei sacchetti utilizzati nello scontrino della spesa.

Dal 1 Gennaio 2018 scatteranno anche pesanti sanzioni per i rivenditori: chi commercializza borsette che non corrispondono alle caratteristiche previste, rischia una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 Euro.

Possono liberamente circolare, fatto salvo l’obbligo di cessione a titolo oneroso, quindi con il divieto di cederli gratuitamente 4 diversi tipi di shopper per il trasporto:

  • Le borse di plastica in materiale ultraleggero di spessore inferiore a 15 micron ovvero quelle tipicamente usate per motivi di igiene alimentare (come avvolgere il pesce venduto al banco) o come imballaggio primario per alimenti sfusi, quali ad esempio la frutta e verdura. Poiché parliamo di borse di plastica a contatto con gli alimenti, anche per motivi di igiene, il Legislatore fa comunque salva la disciplina sulla conformità alla normativa sull’utilizzo dei Materiali destinati al contatto con gli alimenti (M.O.C.A) nonché il divieto di utilizzare la plastica riciclata per le borse destinate al contatto alimentare.
  • Le borse di plastica biodegradabili e compostabili secondo i requisiti dello standard UNI EN 13432:2002. Biodegradabile non necessariamente equivale a compostabile: la legge richiede, invece, specifici requisiti proprio di compostabilità. Quindi un sacchetto potrebbe essere dichiarato in senso lato “biodegradabile”, ma non essere a norma. Per capire se un sacchetto è legale o meno, bisogna leggere l’etichetta. I bioshopper conformi alla norma recano indicazioni che contengono termini quali “compostabile” e “rispetta la norma UNI EN 13432
  • Le borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30% fornite, come imballaggio per il trasporto di generi alimentari. Per il trasporto di prodotti diversi da generi alimentari lo spessore della singola parete dovrà essere superiore a 100 micron e contenente una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10%.
  • Le borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30%, fornite, come imballaggio per il trasporto di generi alimentari. Per il trasporto di prodotti diversi da generi alimentari, lo spessore della singola parete dovrà essere superiore a 60 micron e contenente una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10%.

Inoltre:

  • I sacchetti vecchi, se sono fuori norma e non soddisfano le specifiche tecniche prescritte, non possono essere utilizzati fino ad esaurimento scorte ma devono essere smaltiti. Il periodo transitorio che intercorre tra emanazione della legge ed entrata in vigore è già trascorso con il 1/1/2018;
  • Per quanto riguarda la vendita dei sacchetti, non c’è un prezzo obbligatorio di vendita; esso viene stabilito liberamente dal venditore, tanto che si incontrano legittimamente sul mercato prezzi differenti per lo stesso tipo di oggetto. E’ obbligatorio inserire nello scontrino fiscale, a fronte della vendita di un prodotto anche non alimentare, il prezzo dei sacchetti ultraleggeri utilizzati per trasportare qualsiasi prodotto. Tale prezzo deve risultare dallo scontrino e deve essere scorporato dall’importo della merce acquistata;
  • I sacchetti di plastica forata utilizzati per la protezione del pane, esulano dal campo di applicazione della norma. L’involucro trasparente utilizzato per prodotti da forno (es. biscotti) non è soggetto a prezzatura obbligatoria;
  • I calzolai, non avendo l’obbligo di emettere scontrino, dovranno comunque far pagare le buste ai clienti conformemente alla normativa;
  • Il cliente può utilizzare le proprie borse ad eccezion fatta delle buste ultrallegere che per ragioni sanitarie devono essere monouso e quindi non riutilizzabili.

Tutti gli operatori dovranno prestare grande attenzione in fase di acquisto dei sacchetti; si consiglia di ottenere dai fornitori la garanzia scritta che i prodotti ordinati siano conformi a quanto disposto dalla nuova normativa.

 

Confartigianato Siena - Via dell’Artigianato, 2 - 53100 SIENA - C.F.: 80002900522