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CONVENZIONI: SIAE riduzione per gli Associati entro il 28.02.18 CONVENZIONI: SIAE riduzione per gli Associati entro il 28.02.18

Convenzione con la SIAE per la riduzione dei compensi 2018 per:

1. “musica d’ambiente” per apparecchi installati nei laboratori artigiani, negli esercizi commerciali, nei pubblici esercizi, negli ambienti di lavoro non aperti al pubblico, sugli automezzi pubblici e per le “attese telefoniche”;

2. “trattenimenti musicali senza ballo” organizzati in pubblici esercizi ed in aree all’aperto.

E’ stata prorogata fino al 31 marzo 2018 la Convenzione con la SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori attraverso la quale le imprese associate Confartigianato usufruiscono di sconti sui compensi dovuti in caso di utilizzo di apparati (radio, lettori, cd, computer via web, televisori, etc.) di riproduzione di musica e video tutelati dal diritto d’autore nei locali dove si svolge l’attività.

Sono confermate le condizioni dello scorso anno, e quindi le riduzioni applicate sono pari al 25 % per la “musica d’ambiente” diffusa nei laboratori artigiani, anche non aperti al pubblico e nei pubblici esercizi, e del 40% per la musica d’ambiente su automezzi pubblici. Per quanto riguarda i “trattenimenti musicali senza ballo” lo sconto applicato agli associati è del 10%.

Per stipulare l’abbonamento per la musica d’ambiente ed i trattenimenti musicali, è necessario rivolgersi alla struttura SIAE competente per il territorio, individuando quella più vicina alla propria sede tramite il sito internet della SIAE. Ai fini dell’applicazione delle riduzioni sopra indicate da parte delle Sedi e Filiali Siae in favore degli associati, è necessario che gli stessi esibiscano la tessera di adesione alla Confartigianato oppure documentazione equipollente (lettera su carta intestata dell’Associazione comprovante la situazione associativa).

Il termine per il rinnovo degli abbonamenti, e quindi per il versamento dei compensi usufruendo delle riduzioni, è fissato al prossimo 28 febbraio 2018.

 

Fisco locale, in provincia di Siena + 113 per cento in 8 anni Investimenti pubblici più che dimezzati Fisco locale, in provincia di Siena + 113 per cento in 8 anni Investimenti pubblici più che dimezzati

Rapporto del Centro Studi Sintesi di Mestre per conto di Rete Imprese Italia Siena: i risultati

Fisco locale, in provincia di Siena + 113 per cento in 8 anni

Investimenti pubblici più che dimezzati

Dati impietosi: i Comuni aumentano pressione e spesa corrente, abbattono gli investimenti

Lieve inversione di tendenza a partire dal 2016

Le entrate fiscali locali sono cresciute in 8 anni del 113 per cento. La spesa corrente dei Comuni è aumentata  del 17 per cento, quella per gli investimenti è calata del 47 per cento. Sono i dati più rilevanti e impietosi ricostruiti da Il quadro della fiscalità locale nei Comuni della provincia di Siena”, il Rapporto elaborato dal Centro Studi Sintesi/Cgia di Mestre per Rete Imprese Italia di Siena, e presentato oggi nel capoluogo senese. Il coordinamento locale delle associazioni del commercio turismo e terziario (Confartigianato, Confcommercio, Cna e Confesercenti) ha voluto offrire con questo uno strumento di confronto attendibile e approfondito, a 4 anni dal primo Rapporto realizzato in proposito. Ne emerge una pesante conferma per le percezioni più volte denunciate in questi anni: il drastico taglio dei trasferimenti dallo Stato centrale ha indotto la gran parte delle amministrazioni locali ad azzerare gli interventi di stimolo per l’economia locale, ed il congelamento agli aumenti di aliquota emerso nel 2016 ha solo in parte mitigato l’insostenibile peso della pressione fiscale.

Il contesto: più Sindaci, meno Stato centrale, più tributi. Quelli considerati sono stati anni caratterizzati dal forte incremento della responsabilità fiscale in capo ai Sindaci, e per contro da una significativa ritirata dello Stato nell’erogazione dei trasferimenti, obiettivi di bilancio molto stringenti ed una continua incertezza del quadro normativo. Così, tra il 2009 e il 2017 il dimezzamento dei trasferimenti (-53%) è coinciso con un effetto contrario di entità più che doppia sulle entrate tributarie dei Comuni della provincia di Siena (+113%), un salasso record ricaduto soprattutto sulle imprese. Negli ultimi 4 anni la parziale inversione di tendenza, con il leggero calo delle entrate tributarie (-10%) tra il 2013 e il 2017 riconducibile all’abolizione della TASI sulla prima casa e allo stop agli incrementi delle aliquote locali: un blocco che ha tenuto fuori la TARI, cresciuta infatti ulteriormente (+11% rispetto al 2013). Tutto questo mentre la pressione fiscale nazionale non  diminuisce (42,6% del Pil nel 2017) e si conferma tra le più elevate in Europa.

Più spesa corrente, meno in conto capitale. Negli 8 anni considerati, nei Comuni della provincia di Siena le spese correnti sono aumentate del +17%, mentre  gli investimenti (vale a dire le spese in conto capitale), subivano una flessione pari al -47% tra il 2009 e il 2017, con evidenti effetti negativi per le imprese e l’economia locale in genere. Una certa ripresa si è registrata negli ultimi 4 anni (+42%), ma in misura non sufficiente a recuperare quanto perso. La conferma di questo fenomeno si ottiene scomponendo i bilanci dei Comuni senesi, dove il peso degli investimenti è sceso dal 34 al 19 per cento, con la punta minima del 14 % toccata nel 2013; in parallelo, la spesa corrente è salita dal 52 al 69 per cento, per poi assestarsi al 65 per cento nel 2017.  E’ questo anche il periodo in cui il peso delle entrate tributarie locali è più che raddoppiato: dal 19 al 42 per cento, con il picco del 48 per cento a metà periodo. Lo stop ai ritocchi di aliquota e l’abolizione dell’Imu prima casa hanno attutito il fenomeno dal 2016: ciononostante, la somma delle aliquote medie IMU + TASI arriva al 9,67 per mille. Nel frattempo,  per il 2017 13 dei 35 Comuni senesi hanno adottato l’aliquota Irpef massima (0,8 per cento), mentre solo 3 hanno rinunciato ad applicarla.

Visto dalla imprese: dalla crescita certa dei costi all’incertezza delle promesse. “In questi anni i Comuni hanno fatto ricorso agli aumenti  per compensare i tagli ai trasferimenti di risorse, e nel frattempo nessun Governo ha realmente ridotto la pressione fiscale. L’effetto è il peggiore che potevamo aspettarci – osserva Mario Cerri, Presidente di turno Rete Imprese Italia -  aumentano i costi a carico dei contribuenti, senza neppure poterci consolare con la maggior efficienza dei servizi. Poco o nulla si è fatto sul fronte della spesa pubblica mentre  ora assistiamo, soprattutto in questo periodo, alla proliferazione delle  ‘promesse impossibili’, sulle quali sussistono forti dubbi  di attendibilità. Ad ora l’unica certezza è che Le politiche di austerità,  di sacrifici, di tagli alla fine sono ricadute come sempre sull’anello debole della catena, quello dei contribuenti e tra questi sulle imprese sempre più affogate da adempimenti, balzelli, costi indotti e mancate opportunità di crescita”.

Cos’è il Centro Studi Sintesi. Attraverso la sua attività di studio e ricerca, Sintesi costituisce un punto di riferimento su temi percepiti dalla collettività come strategici e legati prevalentemente al territorio. Con sede a Mestre (VE), il Centro Studi Sintesi si costituisce di un gruppo di ricercatori e collabora con istituzioni pubbliche e private, con il mondo associativo piuttosto che con quello legato ai lavoratori e alle piccole imprese, svolgendo attività di studio, ricerca, assistenza tecnica e progettuale. Altre info su:  www.centrostudisintesi.com .

In allegato: rendering dettagliato

ADDIO AI SACCHETTI DI PLASTICA. OBBLIGATORIO L’USO DELLE BUSTE BIODEGRADABILI ADDIO AI SACCHETTI DI PLASTICA. OBBLIGATORIO L’USO DELLE BUSTE BIODEGRADABILI

 

 

A partire dal 1 Gennaio 2018 i sacchetti di plastica forniti come imballaggio diretto per alimenti sfusi (come ad esempio frutta e verdura), dovranno essere sostituiti da sacchetti biodegradabili ceduti esclusivamente a pagamento.

Tutte le buste, anche i sacchi leggeri e ultraleggeri utilizzati nei reparti ortofrutta, gastronomia, macelleria, pescheria e panetteria, dovranno essere biodegradabili e compostabili con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile del 40%. In più, dovranno essere distribuiti esclusivamente a pagamento, quindi con costi totalmente a carico dei consumatori finali, che si troveranno la voce relativa al costo dei sacchetti utilizzati nello scontrino della spesa.

Dal 1 Gennaio 2018 scatteranno anche pesanti sanzioni per i rivenditori: chi commercializza borsette che non corrispondono alle caratteristiche previste, rischia una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 Euro.

Possono liberamente circolare, fatto salvo l’obbligo di cessione a titolo oneroso, quindi con il divieto di cederli gratuitamente 4 diversi tipi di shopper per il trasporto:

  • Le borse di plastica in materiale ultraleggero di spessore inferiore a 15 micron ovvero quelle tipicamente usate per motivi di igiene alimentare (come avvolgere il pesce venduto al banco) o come imballaggio primario per alimenti sfusi, quali ad esempio la frutta e verdura. Poiché parliamo di borse di plastica a contatto con gli alimenti, anche per motivi di igiene, il Legislatore fa comunque salva la disciplina sulla conformità alla normativa sull’utilizzo dei Materiali destinati al contatto con gli alimenti (M.O.C.A) nonché il divieto di utilizzare la plastica riciclata per le borse destinate al contatto alimentare.
  • Le borse di plastica biodegradabili e compostabili secondo i requisiti dello standard UNI EN 13432:2002. Biodegradabile non necessariamente equivale a compostabile: la legge richiede, invece, specifici requisiti proprio di compostabilità. Quindi un sacchetto potrebbe essere dichiarato in senso lato “biodegradabile”, ma non essere a norma. Per capire se un sacchetto è legale o meno, bisogna leggere l’etichetta. I bioshopper conformi alla norma recano indicazioni che contengono termini quali “compostabile” e “rispetta la norma UNI EN 13432
  • Le borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30% fornite, come imballaggio per il trasporto di generi alimentari. Per il trasporto di prodotti diversi da generi alimentari lo spessore della singola parete dovrà essere superiore a 100 micron e contenente una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10%.
  • Le borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30%, fornite, come imballaggio per il trasporto di generi alimentari. Per il trasporto di prodotti diversi da generi alimentari, lo spessore della singola parete dovrà essere superiore a 60 micron e contenente una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10%.

Inoltre:

  • I sacchetti vecchi, se sono fuori norma e non soddisfano le specifiche tecniche prescritte, non possono essere utilizzati fino ad esaurimento scorte ma devono essere smaltiti. Il periodo transitorio che intercorre tra emanazione della legge ed entrata in vigore è già trascorso con il 1/1/2018;
  • Per quanto riguarda la vendita dei sacchetti, non c’è un prezzo obbligatorio di vendita; esso viene stabilito liberamente dal venditore, tanto che si incontrano legittimamente sul mercato prezzi differenti per lo stesso tipo di oggetto. E’ obbligatorio inserire nello scontrino fiscale, a fronte della vendita di un prodotto anche non alimentare, il prezzo dei sacchetti ultraleggeri utilizzati per trasportare qualsiasi prodotto. Tale prezzo deve risultare dallo scontrino e deve essere scorporato dall’importo della merce acquistata;
  • I sacchetti di plastica forata utilizzati per la protezione del pane, esulano dal campo di applicazione della norma. L’involucro trasparente utilizzato per prodotti da forno (es. biscotti) non è soggetto a prezzatura obbligatoria;
  • I calzolai, non avendo l’obbligo di emettere scontrino, dovranno comunque far pagare le buste ai clienti conformemente alla normativa;
  • Il cliente può utilizzare le proprie borse ad eccezion fatta delle buste ultrallegere che per ragioni sanitarie devono essere monouso e quindi non riutilizzabili.

Tutti gli operatori dovranno prestare grande attenzione in fase di acquisto dei sacchetti; si consiglia di ottenere dai fornitori la garanzia scritta che i prodotti ordinati siano conformi a quanto disposto dalla nuova normativa.

 

CEFOART – Corso di saldatura della durata di 60 ore finalizzato al superamento dell’esame di certificazione del saldatore CEFOART – Corso di saldatura della durata di 60 ore finalizzato al superamento dell’esame di certificazione del saldatore

Corso di saldatura della durata di 60 ore finalizzato al superamento dell’esame di certificazione del saldatore

Ai primi 10 iscritti verrà riservato un prezzo scontato per 60 ore di formazione e una certificazione del saldatore!!!

La presente per informarvi che Ce.Fo.Art. Centro di Formazione per l’Artigianato, organizza un corso promozionale di saldatura su leghe metalliche destinato ad un numero massimo di 10 partecipanti che può essere frequentato da chiunque intenda acquisire o perfezionare le proprie competenze sulla saldatura e che abbia l’idoneità fisica alla mansione.

Al termine del corso il saldatore può sostenere la prova di esame per il conseguimento di una certificazione sulla tipologia prescelta. Il percorso formativo è organizzato con l’ausilio di un istruttore di comprovata professionalità ed è sviluppato principalmente con esercitazioni tecnico-pratiche che si svolgeranno presso il laboratorio di saldatura appositamente attrezzato messo a disposizione dal CSA Centro Servizi Artigianato.

Per chi intende rinnovare una certificazione già acquisita si può rivolgere ai nostri uffici per ottenere un preventivo.

Per qualsiasi ulteriore informazione si prega di contattare Ce.fo.art. al seguente indirizzo: formazione@cefoart.it o numero telefonico 0577/530142.

 

REPORT TRIMESTRALE EXPO CCIAA SIENA REPORT TRIMESTRALE EXPO CCIAA SIENA

Osservatorio della Camera di Commercio di Siena: “Rapporti commerciali con l’estero buona salute”

E’ in uscita il report trimestrale luglio/settembre 2017 dell’Osservatorio Economico Provinciale della Camera di Commercio Siena dove si illustra lo stato di salute dell’economia locale e dove le Associazioni di Categoria hanno l’occasione di rendere note le loro percezioni per il primo trimestre 2018, partecipando alla sentiment analysis.

La vivacità dell’economia provinciale è testimoniata dai rapporti commerciali con l’estero: le esportazioni crescono su base annua del 23,8%, le importazioni del 47,5% e il saldo della bilancia commerciale del 14,6%. Parliamo di 442 milioni di euro di merci vendute fuori dai confini nazionali e di 147 milioni di euro di prodotti/materie prime arrivate nel nostro territorio. Sono i prodotti del comparto agroalimentare, della chimica farmaceutica e i camper ad incidere in misura maggiore sul nostro export: pesano, infatti, rispettivamente 106 milioni di euro, 140 milioni di euro e 72 milioni di euro; con incrementi percentuali del 27,3%,  del 34%  e del 19,5% su base annua. Da segnalare che il comparto del vino incide per 74 milioni di euro con un incremento percentuale dell’1,2%, nonostante l’annata 2017 abbia registrato la produzione in calo anche del 40% in alcuni territori della provincia.

L’occupazione, purtroppo, registra dati contraddittori: gli addetti sono diminuiti di 728 unità raggiungendo pertanto la cifra di 115.807 occupati, comunque più alta di quella del 2007 ( ultimo anno antecedente la crisi. I settori che hanno inciso in misura maggiore su questa flessione sono l’agricoltura (-584) e i servizi di comunicazione e informazione (-769). D’altro canto cala in modo significativo (-45,9%) il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni rispetto allo scorso anno.

Nel settore finanziario continua a registrarsi segnali contrastanti: nel trimestre in esame, si verifica un incremento dei depositi bancari del 4,8%, mentre calano gli impieghi bancari del 6,1% e aumentano del 13,1% delle sofferenze anche se in misura minore rispetto al recente passato.

Per quanto attiene il tessuto imprenditoriale, al 30 settembre 2017, le imprese iscritte presso il Registro Imprese della Camera di Commercio di Siena scendono sotto la soglia limite delle 29.000 unità (28.731). Lo stock di imprese flette di 26 unità in termini assoluti rispetto al trimestre precedente e diminuisce di 314 unità rispetto all’anno precedente.

LEGALE – Nuovi orari per l’assistenza legale in Confartigianato LEGALE – Nuovi orari per l’assistenza legale in Confartigianato

La Confartigianato di Siena, nell’ampliare i servizi resi agli associati, con il nuovo anno, metterà a  disposizione degli  iscritti il proprio avvocato di fiducia che, nei giorni di Lunedì (dalle ore 16,00 alle ore 18,30 ) e Mercoledì (dalle ore 11.00 alle 13.00),  sarà presente presso la sede di Siena per fornire agli interessati  una prima consulenza ed un orientamento legale.

AUTOTRASPORTATORI – Divieti di circolazione 2018 AUTOTRASPORTATORI – Divieti di circolazione 2018

Un piccolo estratto dei divieti di circolazione per i mezzi di massa complessiva superiore a 7,5 t.

l. E’ vietata la circolazione, fuori dai centri abitati, ai veicoli ed ai complessi di veicoli, per il trasporto di cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 t, nei giorni festivi e negli altri particolari giorni dell’anno 2018 di seguito elencati:

a) tutte le domeniche dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio,

ottobre, novembre e dicembre, dalle ore 09,00 alle ore 22,00;

b) tutte le domeniche dei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, dalle ore

07,00 alle ore 22,00;

c) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del l gennaio;

d) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 6 gennaio;

e) dalle ore 14,00 alle ore 22,00 del 30 marzo;

f) dalle ore 09,00 alle ore 16,00 del 31 marzo;

g) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 2 aprile;

h) dalle ore 09,00 alle ore 14,00 del3 aprile;

i) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del25 aprile;

j) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del l o maggio;

k) dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 2 giugno;

l) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 30 giugno;

m) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 7luglio;

n) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del14 luglio;

o) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 21 luglio;

p) dalle ore 16,00 alle ore 22,00 del 27 luglio;

q) dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 28 luglio;

r) dalle ore 14,00 alle ore 22,00 del3 agosto;

s) dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 4 agosto;

t) dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 11 agosto;

u) dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 15 agosto;

v) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 18 agosto;

w) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 25 agosto;

x) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del l o novembre;

y) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 dell’8 dicembre;

z) dalle ore 09,00 alle ore 14,00 del22 dicembre;

aa)dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del25 dicembre;

bb )dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 26 dicembre.

2. Per i complessi di veicoli costituiti da un trattore ed un semirimorchio, nel caso in cui circoli su strada il solo trattore, il limite di massa di cui al comma precedente deve essere riferito unicamente al trattore medesimo; la massa del trattore, nel caso in cui quest’ ultimo non sia atto al carico, coincide con la tara dello stesso, come risultante dalla carta di circolazione. Tale limitazione non si applica se il trattore circola isolato e sia stato precedentemente sganciato dal semirimorchio in sede di riconsegna per la prosecuzione del trasporto della merce attraverso il sistema intermodale, purché munito di idonea documentazione attestante l’avvenuta consegna.

Art.2

l. Per i veicoli provenienti dall’estero e dalla Sardegna, muniti di idonea documentazione attestante l’origine del viaggio e di destinazione del carico, l’orario di inizio del divieto è posticipato di ore quattro. Limitatamente ai veicoli provenienti dall’estero con un solo conducente è consentito, qualora il periodo di riposo giornaliero, come previsto dalle norme del regolamento CE n. 165/2014 e successive modifiche, cada in coincidenza del posticipo di cui al presente comma, di usufruire, con decorrenza dal termine del periodo di riposo, di un posticipo di ore quattro.

2. Per i veicoli diretti all’estero, muniti di idonea documentazione attestante la destinazione del carico, l’orario di termine del divieto è anticipato di ore due; per i veicoli diretti in Sardegna muniti di idonea documentazione attestante la destinazione del viaggio, l’orario di termine del divieto è anticipato di ore quattro.

Per integrità alleghiamo il Decreto Ministeriale n. 571 del 19/12/2017.

DM 571 / 2017

 

 

PAGAMENTI PA/Analisi Confartigianato PAGAMENTI PA/Analisi Confartigianato

Debiti Pa verso imprese valgono 3% del Pil.

Il 62% degli Enti pubblici non rispetta termini di legge

Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato:

“Si attui compensazione debiti-crediti per imprese fornitrici”

Molise e Catanzaro i peggiori pagatori. Bolzano, Mantova e Sondrio i più virtuosi

“L’Italia ha il record negativo in Europa per il maggiore debito commerciale della PA verso le imprese fornitrici di beni e servizi, pari a 3 punti di Pil, vale a dire il doppio rispetto alla media Ue dell’1,4% del Pil. E nonostante si siano accorciati a 58 giorni i tempi medi di pagamento degli Enti pubblici, in molte aree del Paese rimangono ritardi allarmanti superiori a 100 giorni”.

Lo sostiene il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti in base ad un’analisi della Confederazione sui pagamenti nel 2016 di 6.547 amministrazioni pubbliche per una somma di 115,4 miliardi riferiti a 23,7 milioni di fatture emesse dai fornitori.

In generale, il 61,9% degli Enti pubblici non rispetta i termini fissati dalla legge sui tempi di pagamento in vigore dal 2013.

A farsi attendere oltre i 30 giorni è il 64,8% dei Comuni e il 54,5% degli altri Enti pubblici. Per quanto riguarda il servizio sanitario nazionale, il 46,9% degli enti non salda le fatture entro il termine dei 60 giorni stabiliti dalla legge. Sfuggono ai termini di legge anche gli Enti pubblici che gestiscono imposte e contributi: Agenzia delle Entrate, Agenzia del Demanio, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Equitalia, Guardia di finanza, Inps e Inail, pagano in media i loro fornitori in 50 giorni, con picchi di 91 giorni per Agenzia del Demanio e 69 giorni per la Guardia di Finanza.

A livello regionale i maggiori ritardi si registrano in Molise, dove la Pa paga i propri fornitori in 107 giorni. Seguono la Calabria con 98 giorni, la Campania con 83 giorni, la Toscana con 81 giorni e il Piemonte con 80 giorni.

Sul fronte opposto, la regione più virtuosa è la Provincia autonoma di Bolzano dove gli Enti pubblici impiegano 36 giorni per onorare i loro debiti. Secondo posto per il Friuli Venezia Giulia con 39 giorni, seguita dalla Valle d’Aosta con 41 giorni, Lombardia con 43 giorni, Veneto e Provincia autonoma di Trento a pari merito con 47 giorni.

Per quanto riguarda le province, gli imprenditori subiscono i peggiori ritardi a Catanzaro con 111 giorni di attesa. Non va meglio a Vibo Valentia dove bisogna aspettare in media 110 giorni, e a Campobasso dove gli enti pubblici pagano le fatture in 109 giorni. Seguono Benevento e Reggio Calabria con 105 giorni.

In vetta alla classifica delle province in cui tutti gli Enti pubblici rispettano i termini di legge per pagare i fornitori vi sono Mantova e Sondrio, entrambe con una media di 25 giorni. Seguono Gorizia con 31 giorni, Brescia con 32 giorni, e Trieste con 33 giorni.

“Nonostante i miglioramenti ottenuti anche con le continue iniziative di Confartigianato – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti – c’è ancora molto da fare per garantire alle imprese il diritto ad essere pagate nei tempi stabiliti per legge. La soluzione è semplice e Confartigianato la indica da tempo: si tratta di applicare la compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti degli imprenditori verso la PA”.


 

Osservatorio economico provinciale e Report trimestrale della CCIAA Siena Osservatorio economico provinciale e Report trimestrale della CCIAA Siena

Si informa che è uscito il report trimestrale aprile/giugno 2017 (che si trasmette in allegato e consultabile al seguente link https://www.si.camcom.gov.it/uploads/publisher/5373-report-2-2017.pdf) dell’Osservatorio Economico Provinciale della Camera di Commercio Siena dove si illustra lo stato di salute dell’economia locale e dove le Associazioni di Categoria hanno l’occasione di rendere note le loro percezioni per il quarto trimestre 2017, partecipando alla sentiment analysis.

Sono i rapporti commerciali con l’estero a dare impulso all’economia provinciale: le esportazioni crescono su base annua del 36,9%, le importazioni del 39,1% e il saldo della bilancia commerciale del 35,4%. Parliamo di 432 milioni di euro di merci esportate fuori dai confini nazionali e di 176 milioni di euro di prodotti/materie prime arrivate nel nostro territorio. Sono i prodotti del comparto agroalimentare e i camper ad incidere in misura maggiore sul nostro export: pesano, infatti, rispettivamente il 27,5% e il 26,4%; con incrementi percentuali del 41% e del 37,1% su base tendenziale. Da registrare la ripresa del comparto chimico farmaceutico e il buono stato di salute del comparto del vino.

L’occupazione registra dati positivi: gli addetti sono aumentati di 968 unità raggiungendo pertanto la cifra di 114.369 occupati. I settori più dinamici per incremento degli occupati sono l’agricoltura (+591 unità) e il comparto turistico (+232 unità).

Nel settore finanziario si registrano segnali contrastanti: nel trimestre in esame, si verifica un incremento dei depositi bancari del 3,6%, mentre calano gli impieghi bancari del 5,6% e aumentano del 19,9% delle sofferenze (crediti la cui riscossione diventa incerta poiché i soggetti debitori si trovano in stato d’insolvenza).

Per quanto attiene il tessuto imprenditoriale, al 30 giugno 2017, le imprese iscritte presso il Registro Imprese della Camera di Commercio di Siena scendono sotto la soglia limite delle 29.000 unità (28.757). Lo stock di imprese cresce di 16 unità in termini assoluti rispetto al trimestre precedente e diminuisce di 269 unità rispetto all’anno precedente.

Si allega report dettagliato CCIAA (clicca qui)

 

Confartigianato Siena - Via dell’Artigianato, 2 - 53100 SIENA - C.F.: 80002900522